Quando leggo in treno

Quando so che ho molto tempo libero a disposizione, quando l’unica cosa che posso fare è stare seduta in silenzio, uno dei passatempi a cui piace dedicarmi è leggere.

Principalmente leggo in treno e quando sono seduta e concentrata sul trono di ceramica. Spesso, quando sono in treno, mi porto libri alquanto bizzarri. La gente è curiosa e adora impicciarsi di ciò che non è affar suo, mettere il naso nelle cose degli altri è una delle cose che ci accomuna con gli animali, annusare il territorio altrui per vedere se possiamo fidarci o se dobbiamo lasciar perdere e cambiare aria. È bello stuzzicare i miei totalmente casuali compagni di viaggio proponendo al loro acume qualcosa di insolito, di strano e di curioso.

Sono una lettrice disorganizzata e confusionaria, capace di cominciare contemporaneamente anche più di sei libri e lasciarli tutti iniziati e concluderli a distanza di anni, senza perdere mai il filo della storia di ognuno. Leggere sempre la stessa storia mi annoia, così come nella vita mi annoia frequentare sempre le stesse persone.

L’ultimo viaggio in treno avevo un libro quadrato, con una semplice copertina color carta da zucchero e scritto tutto in inglese. Mi sono seduta davanti a due studenti, un ragazzo e una ragazza, che chiacchieravano delle loro cose alle quali non ero minimamente interessata. Dallo zaino estraggo questo libro che come una calamita ha attirato i loro sguardi, al quale lanciavano lunghe occhiate per cercare di capire che cosa stessi leggendo, chi io fossi. Per fargli un dispetto ho finto di cercare il telefono, lasciando poggiato il libro sotto il finestrino, a faccia in giù, così che fosse impossibile leggerne il titolo. I loro sguardi sono rimasti appoggiati sopra di esso per molti secondi, per togliersi solo quando l’ho ripreso in mano.

Un altro libro che amo portarmi in viaggio è Lolita del grandissimo Nabokov. Se il mio compagno di viaggio è un po’ informato capirà immediatamente che tipo di lettura sto affrontando. Solitamente quando porto questo libro con me tendo a tenerlo alzato davanti al mio volto, tenendolo prima con una, poi con due mani, così da mettere ben in mostra il titolo. Una volta il mio dirimpettaio di sedile ha cambiato posto non appena ho iniziato a leggere.

Molti ancora sono i libri che porto, come Bukowski, che solitamente ha copertine tendenti al pornografico oppure libri sulle vite dei fotografi che probabilmente nessuno ha mai sentito. Anche Harry Potter in lingua originale fa sempre un certo effetto e porta su strade sbagliate gli spettatori alla mia lettura, facendogli credere di essere straniera così da chiedermi informazioni in inglese. Sorrido ogni volta che qualcuno mi scambia per straniera. Sorrido perché ciò significa che il mio aspetto da cittadina del mondo va a perfezionarsi sempre più.

Leggere è un bel passatempo perché ti fa vivere milioni di altre vite e permette agli altri di conoscerti un pochino meglio.

Faccio troppi viaggi in treno.