Le lezioni all’università

La giornata dell’universitario pendolare medio comincia con le prime luci dell’alba. Sveglia presto, auto, treno, pullman. I più fortunati devono prendere solo uno di questi mezzi, quelli un po’ più sfortunati, tutti e tre.

Al fuori sede va un po’ meglio, in teoria abita vicino al polo universitario e può svegliarsi con un pochino di calma. Ma non troppa, se non vuole restare in piedi.

Perché si, le aule universitarie sono talmente piccole e con così pochi posti rispetto agli alunni, che se arrivi un po’ troppo tardi, ti tocca sederti per terra, in fondo all’aula, dove non sentirai nulla e non vedrai nemmeno le slides, perché avrai le teste di tutti a oscurarti la vista. Ma non temete, al secondo anno la metà di loro vi abbandonerà.

La parte più complicata è mantenere la concentrazione per circa due ore consecutive. Due ore consecutive sulla stessa materia. Senza pausa. Mantenere la concentrazione per circa due ore su uno stesso argomento, spiegato, per la maggior parte delle volte, in modo mono tono (nel senso con lo stesso costante tono di voce), mentre il professore legge le slides che ha preparato circa 10 anni prima.

A volte queste diapositive sembrano fatte da persone daltoniche. Capitano volte, quando il professore vuole rendere più “accattivante” la lezione, che le scritte nere siano adagiate su uno sfondo rosso o blu. Ottimo.

Altre volte le diapositive, o i lucidi, come li chiamano alcuni, vengono mostrati per circa 15 secondi e tu non hai fatto a tempo a trascrivere tutte le date che si trovano scritte sopra. Se esiste il temerario che alza la mano per chiedere di tornare indietro la risposta 99 su 100 sarà “Doveva stare più attento”. Quel ragazzo è uno di quelli che vi abbandonerà l’anno successivo.

Perché si, poi per quelle due ore consecutive dovete stare attenti e concentrati e prendere appunti. A mano o a computer, dipende dal mezzo con il quale siete più veloci. Auguri se scrivete male e non siete veloci sulla tastiera.

Un altro esemplare di universitario è quello che a inizio lezione poggia sulla cattedra del professore il suo registratore portatile, a mo’ di conferenza stampa, per poi a casa riascoltarsi tutta la lezione e recuperare i punti in cui si era perso. Doppie lezioni per questi individui.

Quelli che si fidano della prima volta che sentono la lezione, sono quelli speranzosi, che si augurano che il professore, finita la lezione, carichi online le slides che ha mostrato al corso. I professori si dividono in due categorie: quelli gentili che le caricano così come mostrate a lezione e quelli poco simpatici che non le caricano/che le caricano cambiate/che le caricano a fine corso.

E anche per oggi le lezioni ce le siamo levate di torno. S’ha da mangiare ora.

Si ma cosa? Dove?

Aiuto.