Day 10

10-8-2017

Ultima mattina di vacanza. L’ultimo giorno è sempre il più brutto, significa che bisogna tornare alla quotidianità. La nostra quotidianità qui mi piaceva.
Ultima passeggiata tra le vie del centro storico, ultimi acquisti, ultimo caffè, ultima pizza, ultimo babà.
Metro. Treno. Si torna.


Piccole considerazioni sul viaggio:
Italo è comodo, veloce e pulito ma soprattutto economico. In sole tre ore e mezza si va da Verona a Roma con poco meno di 30€, ottimo per due studenti squattrinati come noi. C’è da dire che la prima classe, come è ovvio che sia, è decisamente migliore della comfort e della smart. Le abbiamo provate tutte e tre nei tre viaggi e differenza tra la prima classe e la comfort è che in prima passano con il caffè e i biscotti, cosa che in comfort non danno. Nella smart invece si è un pochino più stretti ma va bene comunque!

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Roma è grandissima ma è tutto comodissimo da raggiungere a piedi. Chi prende i mezzi per spostarsi si perde il 40% delle bellezze che si vedono passeggiando. Così come a Roma, anche in qualsiasi altra città.
Abbiamo trovato solo gente cordiale disposta ad aiutarci, al contrario di quello che si potrebbe pensare sui romani. Solo un paio di persone sono state scortesi, ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio.

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Napoli è una di quelle città che ami o odi. Io ne sono innamorata. Il primo impatto ti fa storcere il naso, visti gli innumerevoli graffiti (brutti, se posso permettermi) che rendono grigia la città e il traffico assurdo che fa assomigliare le strade più ad una giungla che a delle vie. Poi inconsciamente rimuovi queste cose e vedi solo tutte le meraviglie che nasconde. Ogni cosa è caratteristica, ogni cosa è magica, il mare è romantico, i castelli sono possenti, per il cibo non esistono parole che lo descrivono. Stefano ha detto che Napoli è come una di quelle persone che giudichi male dall’apparenza, ma poi le conosci meglio e scopri che sono le persone migliori del mondo.
Per strada, nelle piazze principali, ci sono bambini di tutte le età che giocano a pallone.
Tutti sono disposti a fare due parole con te e a raccontarti la loro storia, senza vergogna, indipendentemente dal passato che hanno avuto. Tutti hanno una storia lì.

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I napoletani sono molto patriottici e difendono a spada tratta la loro terra, cosa che gli invidio molto, perché noi “del nord” non siamo capaci di farla, soprattutto i più giovani, pronti a denigrare da dove vengono, sminuendo la loro patria.
Abbiamo fatto la conoscenza di Ciro, che vive a Scampia, con un passato abbastanza brutto ma con la voglia cambiare, ma senza scappare. Perché là c’è la sua famiglia. La famiglia prima di tutto. E non per i soldi del papi, anzi. Là ci si guarda le spalle a vicenda, ogni parente, anche se alla lontana, ha la funzione di genitore, in mancanza di tali.
I problemi sono innumerevoli, ma è così, è difficile sradicare dalle tradizioni un popolo così attaccato ad esse. E va bene così.
Spero di poter partire presto per un altro viaggio, ma spero soprattutto di poter tornare presto a Napoli.
Son innamorata del sud e delle sue persone.
Si nota?

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